Tomšič, Kaupinis e Minasi al Polis Teatro Festival di Ravenna, “PAC”, 15 maggio 2026

https://www.paneacquaculture.net/2026/05/15/tomsic-kaupinis-e-minasi-al-polis-teatro-festival-di-ravenna

[…] “Vendicativa come una sovrana orientale, Agata Tomšič intreccia i suoi  vocalizzi di maleficio e i suoi tetri anatemi con ossessiva ritmicità, nella smorzatura di ogni intenzione interpretativa, commovente o accattivante: filastrocca fredda e rabbiosa, sequenza di versi arcigni, colpi di coltello che allungano la vocale finale d’ogni parola in una nota d’odio, in una bestemmia di dolore e rabbia. L’artista slovena ha ricreato nella sua officina, nel suo studiolo d’alchimista, un Heiner Müller gravido di sentori torbidi, di demònici sperimentalismi vocali, di oscure ossessioni sessuali, di conflitti drammatici da età magiche, arcaici e modernissimi.

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Questa nona edizione del Festival si intitola Nordic Focus e mette al centro il teatro e la scena dei paesi baltici. Alle Artificierie Almagià, Radvila Darius, figlio di Vytautas di Karolis Kaupinis, regista cinematografico e giornalista televisivo lituano, ci trasmette un sottile malessere. Il titolo più pertinente di questo blob di filmati televisivi d’epoca, realizzati nel momento del trapasso dalla Lituania sovietica al nuovo abbraccio all’Occidente capitalistico, potrebbe essere infatti Il malessere della Lituania.

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Più che un’opera di invenzione, quella di Cristiana Minasi è una rievocazione biografica ispirata a una forte componente pedagogico-didattica, idealmente indirizzata a una platea di discenti ancor più che di spettatori. Con il che si intende darne, non che un giudizio limitativo, un’attribuzione più consentanea alla dimensione di entusiasmo divulgativo e parenetico che la caratterizza”.