O della molteplicità. Un (doppio) sguardo su Supernova e Polis Teatro Festival, “Gagarin”, 13 maggio 2026

https://www.gagarin-magazine.it/2026/05/visto-da-noi/o-della-molteplicita-un-doppio-sguardo-su-supernova-e-polis-teatro-festival/: Michele Pascarella su POLIS Teatro Festival, “Gagarin”, 13 maggio 2026

“[…] La storia culturale occidentale conosce bene questa tensione. Da Raimondo Lullo, che nel XIII secolo immaginava le sue macchine combinatorie come strumenti per generare pensiero attraverso la rotazione di elementi, fino all’Ars combinatoria di Leibniz, il sapere europeo ha più volte fantasticato sulla possibilità che il significato nasca non dall’unità ma dalla disposizione. Aby Warburg, nel suo Atlante Mnemosyne, faceva dialogare immagini per prossimità, attrito, eco segrete; non esisteva gerarchia, ma montaggio. Allo stesso modo, nel Novecento, le Avanguardie — dal surrealismo al teatro post-drammatico — hanno progressivamente sostituito l’opera chiusa con costellazioni di frammenti.

Un festival contemporaneo, quando riesce davvero, lavora precisamente in questa tradizione: non programma eventi, ma costruisce relazioni percettive.

Sia Supernova che POLIS Teatro Festival sembrano essersi mossi dentro questa tensione. Non soltanto per la pluralità dei linguaggi convocati, ma per il modo in cui questi sono stati fatti convivere dentro una stessa durata esperienziale. Le persone hanno attraversato spazi, ascoltato lingue differenti, modificato continuamente il proprio assetto sensoriale. La giornata festivaliera è diventata allora una pratica di montaggio interno: chi era presente doveva diventare archivista delle proprie impressioni […]”.