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In occasione della sua decima edizione, che si tiene a maggio 2027, e nell’ambito del programma Culture Moves Europe, POLIS Teatro Festival lancia una call aperta a artisti performativi provenienti dai Paesi che aderiscono a Creative Europe (Italia esclusa) per una residenza artistica dedicata alla figura di Teodorico, il re ostrogoto che fece di Ravenna la capitale del suo regno, celebrando così il 1500° anniversario della sua morte.

Gli artisti sono invitati a Ravenna per sviluppare un progetto di ricerca ispirato all’eredità di Teodorico e alla visione politica del suo regno, spesso considerato un primo esempio di convivenza multiculturale. I partecipanti avranno l’opportunità di esplorare i siti storici legati alla sua storia e di confrontarsi con il contesto locale attraverso ricerche, interviste e dialoghi con studiosi ed esperti di diversi ambiti.

Di seguito il testo della call in inglese.

Teodorico’s Ravenna: a melting pot of inspiration for contemporary performing arts creation

For its 10th edition, taking place in May 2027, and as part of the programme of Culture Moves Europe, POLIS Teatro Festival launches an open call for performing artists from Creative Europe countries for an artistic residency dedicated to the figure of Teodorico, the Ostrogothic king who made Ravenna the capital of his kingdom, to celebrate also the 1500th anniversary of his death.


Performing artists are invited in Ravenna to develop a research-based project inspired by Teodorico’s legacy and the political vision of his reign, often considered an early example of multicultural coexistence. Participants will have the opportunity to explore historical sites connected to his history and engage with the local context through research, interviews, and dialogue with scholars and experts from different fields.

POLIS will cover travel expenses, provide accommodation and per diems, working spaces (as exposed below), artistic mentoring and production support, with the aim of developing a new work to be presented within the programme of the festival, which will take place from May 4th to May 9th 2027.

  • WHEN:
    The residency will have a duration of 28 days, from April 12th to May 9th 2027.
  • WHERE:
    First 2 weeks: CreSco, a creative coworking space that brings together cultural professionals, artists and organizations working in the cultural and social sectors. This environment will provide a stimulating context for research, exchanges and meetings with local experts while developing the project concept.
    Final 2 weeks: Artificerie Almagià, a former industrial space now dedicated to performing arts, fully equipped, where residents will translate research into a new artistic creation to be shared during the final days of the festival.

Eligibility

  • Applicants must be residing in eligible countries under the Creative Europe programme, excluding Italy;
  • Applicants must be 18+ years old;
  • Applications are accepted from already established performing arts groups or collectives of maximum 5 people;
  • The call is open to artists working in performing arts (including hybrid and multidisciplinary practices), with a clear connection to contemporary theatre;
  • As the residency is part of Culture Moves Europe Call for Residency Hosts, applicants are not eligible to participate as residents in another residency project funded under any Call for Residency Hosts running from 2025 to 2028;
  • Applicants must be available for the whole period between April 12th and May 9th 2027.

Application Requirements

Applications must be submitted by July 31st 2026 exclusively through the following form https://forms.gle/z8FoMK95cb44Gjo49 and include:

  • Proof of residence (ID card or official document confirming registration in the country of residence of all the applicants);
  • CV in English of all the applicants;
  • Artistic portfolio of the company/each applicant in English;
  • First project proposal and residency work plan with work methodology (max 3000 characters including spaces).

Please note that, if selected and upon consent, the project title and summary may be published on the websites and social media channels of the European Commission, Culture Moves Europe, and project partners.

Immagine: Palazzo Imperiale (Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna) | Foto © Opera di Religione della Diocesi di Ravenna

POLIS Teatro Festival a Ravenna, “Ateatro”, 17 luglio 2026

https://www.ateatro.it/2026/07/17/tourfest-2026-dal-nord-delleuropa-una-riflessione-sul-piacere-la-cura-il-patriarcato-la-politicita-dei-corpi-ma-anche-sulla-nostalgia-e-sulla-relazione-con-laltro/

“Il vento gelido dei paesi baltici non si è fermato al Teatro Rasi: ha attraversato la loggia del MAR, corso tra i tavolini del Teatro Socjale di Piangipane, per poi tornare vicino all’acqua dietro le porte dell’Almagià, da dove, giovedì 7 maggio, ha iniziato a provenire uno strano suono elettronico mescolato all’antica lingua di Sofocle.
Tracking Satyrs into Morse è un viaggio psichedelico alla ricerca della mandria perduta di Apollo, tra suoni oscuri e linguaggi da decifrare. Demetrio Castellucci recupera il dramma satiresco incompleto di Sofocle, I cacciatori di tracce, e lo traduce in codice Morse: due forme di linguaggio sospese tra antico e moderno, ponte tra ciò che è noto e ciò che sfugge. Sul fondo scorrono i frammenti del testo; al centro Castellucci governa beat e percussioni in un rituale che vuole risvegliare i satiri negli spettatori. Il Morse diventa poesia, il deejay satiro”.

Carullo-Minasi riscoprono la storia di Asja Lacis, “Krapp’s Last Post”, 15 giugno 2026

https://www.klpteatro.it/carullo-minasi-asja-lacis-recensione

Tutto cominciò da una cancellatura… Per cancellare non serve distruggere. A volte basta coprire, dichiara Minasi: e questo è stato fatto con l’esistenza, il lavoro e l’opera di Asja Lacis. Lo spettacolo, dunque, vuole svelare ciò che era nascosto, anche attraverso una metodologia narrativa che racconta senza essere troppo didascalica, condivide per creare empatia e curiosità. Una narrazione che, alternando in scena momenti di racconto, sospensione e interpretazione, grazie anche al prezioso contrappunto musicale e vocale della musicista Irida Gjergji, vuole offrire un affresco di una vita, e insieme dell’opera dell’artista e della donna, madre, amante, musa”.

Tra il 5 e il 10 maggio sono stati ospitati al festival trentacinque eventi, tra spettacoli e dibattiti con i nomi più significativi della scena teatrale del Nord Europa, tra cui sei prime nazionali e un’anteprima, momenti di confronto, tavole rotonde tra artisti, studiosi e operatori internazionali, che confermano la proposta di alta qualità artistica del festival.

Identità, censura, piacere femminile e politicità dei corpi, solitudine, nostalgia e comunità, sono state le parole chiave che hanno brillato nella volta celeste di POLIS 2026.

Ecco la galleria fotografica (Ph Dario Bonazza) e il video (Les Bompart Produzioni).

giovedì 30 aprile 2026

martedì 5 maggio 2026

mercoledì 6 maggio 2026

giovedì 7 maggio

venerdì 8 maggio 2026

sabato 9 maggio 2026

domenica 10 2026

POLIS Teatro Festival 2026, “Dramma.it”, 19 maggio 2026

https://www.dramma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=41199:polis-teatro-festival-2026&catid=40&Itemid=12

“NORDIC FOCUS è il titolo ‘esergo’ di questa nona edizione del Festival concepito e generato da ErosAntEros la Compagnia ravennate di Agata Tomšič e Davide Sacco che ha sempre fatto e fa ancora una volta della contraddizione la sua ordinaria natura, contraddizione feconda tra forme estetiche e tra linguaggi che nella pratica teatrale e drammaturgica esaltano e non recidono i mille fili che legano il palcoscenico alla Comunità e alla Storia, cercando di intercettare senza irrigidirle le mille forme diverse della umana creatività.
Un continuo e testardo transito di confini, siano quelli esterni geografici e culturali, siano quelli spesso ben più rigidi interiori e psicologici, alla ricerca di ciò che compone, e per questo valorizza e connette in un comune sentire, la diversità delle ‘diversità’, a partire dal genere per ricreare la stabile/fluidità della sessualità come ricerca di un piacere che non sia solipsismo erotico, per transitare dal concetto di etnia e di nazione a confronto con sé stessa attraverso ciò che la opprime (e non sempre ciò che la opprime è ‘fuori’) e arrivare ad un’idea di umanità ‘arcobaleno’ che è ospite e ospita la Natura.
Significativa, in questo, l’immagine di Greta Thunberg ‘abbracciata’ dall’Orso Polare che anche icasticamente disegna lo spirito di questa edizione di un festival che è accaduto in vari luoghi della bella Ravenna dal 5 al 10 maggio.
Un ‘travalicare’ infine che tende a comporre una estetica e insieme una geografia dell’eresia non solo teatrale, come ha testimoniato l’incontro dibattito che ha chiosato l’ultimo giorno della rassegna con la presentazione del libro di Marco De Marinis Regia Eretica.
Anche quest’anno in particolare, dicevo, in cui POLIS si addentra nel climaticamente freddo Nord/Est dell’Europa, tra scandinavi, baltici e finlandesi (una apparente omogeneità fatta anche di profonde diversità) per accendere un ‘focus’ che illumina e riscalda ciò che nasce e vive attorno a quel teatro”.

POLIS Teatro Festival: la scena giovane e coraggiosa dei Paesi Baltici e Scandinavi, “Theatron 2.0”, 14 maggio 2026

https://webzine.theatronduepuntozero.it/polis-teatro-festival-la-scena-giovane-e-coraggiosa-dei-paesi-baltici-e-scandinavi/

Il focus di quest’anno è sui Paesi Baltici e Scandinavi. Cosa puoi dirci sui protagonisti e sui criteri della scelta?

Agata Tomšič: Anche quest’anno io e Davide abbiamo operato come negli anni precedenti, mettendo a frutto quei rapporti internazionali che negli anni abbiamo costruito sia come artisti che come direttori artistici. Si tratta di un’indagine che non nasce soltanto visitando questi Paesi, i festival, le fondazioni, le istituzioni che promuovono la circuitazione degli artisti del proprio Paese, una peculiarità che nel Nord Europa è molto forte e garantisce a questi artisti visibilità a livello internazionale. 
Voglio dire che ci sono delle istituzioni pubbliche o private che invitano i direttori dei festival come siamo noi due, ad andare nei loro Paesi a conoscere i loro artisti. In questo modo si ha la possibilità di entrare in contatto con molti artisti anche nel giro di pochi giorni. Viene offerto inoltre un rimborso delle spese, se non totale, almeno parziale, così come quando i loro artisti vengono nel nostro Paese. Si tratta di opportunità concrete che nel nostro Paese non ci sono, o ci sono solo in piccolissima parte. Il sostegno economico permette così, oltre alla visibilità dell’artista al di fuori dei confini nazionali, anche l’opportunità di ‘osare’ sul piano estetico e della sperimentazione.
Detto questo, riguardo i criteri della scelta, abbiamo indagato in prima persona, viaggiando, io e Davide, in Estonia, Lituania, Lettonia. Siamo stati anche in Finlandia, mentre per gli altri Paesi ci siamo avvalsi di alcune consulenze con operatori che abbiamo conosciuto in contesti internazionali. Non è stato possibile portare sul palco tutte le realtà che abbiamo incontrato, a volte per motivi economici, altre per motivi di calendario, ma quello che abbiamo conosciuto è una scena estremamente ricca, coraggiosa, giovane e molto centrata sulla creazione femminile, non solo autoriale ma anche di curatela. Le direttrici artistiche, le consulenti drammaturgiche dei festival che abbiamo visitato, sono soprattutto donne di età compresa tra i 35 e i 45 anni, con un’energia notevole e una radicalità che mi hanno colpito molto e con le quali mi sono trovata molto in sintonia.

O della molteplicità. Un (doppio) sguardo su Supernova e Polis Teatro Festival, “Gagarin”, 13 maggio 2026

https://www.gagarin-magazine.it/2026/05/visto-da-noi/o-della-molteplicita-un-doppio-sguardo-su-supernova-e-polis-teatro-festival/

“[…] La storia culturale occidentale conosce bene questa tensione. Da Raimondo Lullo, che nel XIII secolo immaginava le sue macchine combinatorie come strumenti per generare pensiero attraverso la rotazione di elementi, fino all’Ars combinatoria di Leibniz, il sapere europeo ha più volte fantasticato sulla possibilità che il significato nasca non dall’unità ma dalla disposizione. Aby Warburg, nel suo Atlante Mnemosyne, faceva dialogare immagini per prossimità, attrito, eco segrete; non esisteva gerarchia, ma montaggio. Allo stesso modo, nel Novecento, le Avanguardie — dal surrealismo al teatro post-drammatico — hanno progressivamente sostituito l’opera chiusa con costellazioni di frammenti.

Un festival contemporaneo, quando riesce davvero, lavora precisamente in questa tradizione: non programma eventi, ma costruisce relazioni percettive.

Sia Supernova che POLIS Teatro Festival sembrano essersi mossi dentro questa tensione. Non soltanto per la pluralità dei linguaggi convocati, ma per il modo in cui questi sono stati fatti convivere dentro una stessa durata esperienziale. Le persone hanno attraversato spazi, ascoltato lingue differenti, modificato continuamente il proprio assetto sensoriale. La giornata festivaliera è diventata allora una pratica di montaggio interno: chi era presente doveva diventare archivista delle proprie impressioni […]”.

Intervista a ErosAntEros, a cura di Sergio Lo Gatto su Rai Radio 3, all’interno del programma Teatri in prova, 27 aprile 2026, con interventi di Laura Kutkaite e Carullo-Minasi, oltre a un estratto in anteprima di Tracking Satyrs into Morse di Demetrio Castellucci.

Ascolta qui il PODCAST.

Il 30 marzo 2026 si è tenuto un appuntamento di GreenkedIn, la piattaforma della Fondazione Cirko Vertigo che promuove tournée sostenibili ed economia circolare nelle arti performative.

Durante l’ultimo workshop, Agata Tomšič ha condiviso l’esperienza di POLIS Teatro Festival sul tema della comunicazione sostenibile. L’incontro si è concentrato su una domanda chiave: come narrare e condividere la sostenibilità?


POLIS Teatro Festival ha mostrato come la comunicazione sia una leva strategica per generare consapevolezza e cambiamento. Il confronto tra partecipanti ha inoltre messo in evidenza necessità e criticità condivise, aprendo uno spazio di riflessione collettiva su linguaggi, responsabilità e impatto.

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