Qualche recensione e una conferenza stampa
Silvia Napoli, “il manifesto”, 26 maggio 2025
https://www.ilmanifestoinrete.it/2025/05/26/qualche-recensione-e-una-conferenza-stampa/

“Come sapete, miei pochi o tanti lettori, si sono chiuse le programmazioni del festival Polis in quel di Ravenna, quest’anno arricchito, vitaminizzato ed energizzato dalla sezione Neon, che ha registrato un prevedibile successo di pubblico appunto giovane e probabilmente più trasversale di quello che segue i dotti dibattiti sulla natura e le sorti delle pratiche teatrali planetarie.

Grandi soddisfazioni ha comunque riservato il core vero e proprio di questa edizione che era poi costituito dal focus iberico. Ovvero un affondo sulle forme drammaturgiche del contemporaneo inerenti la Spagna, comprendendo le Isole Baleari, gloriosamente rappresentate dalla Mecanica, il gruppo energico ed energizzante che raccoglie per alcuni aspetti l’eredità della Fura dels Baus, e del Portogallo, paese che già da qualche anno ci sorprende dal punto di vista culturale, con una elaborazione teatrale che riflette sul passato colonialista e sulle forme implicite assunte da ogni tipologia di intolleranza fascistoide.

Dicevamo della Mecanica, che ha comunque performato all’Almagià, coinvolgendo il pubblico in trasversalità generazionale andando a confrontare e mescolando diverse ondate musicali di moda e di successo: non per caso lo spettacolo titolava Un’Odissea teen. Non sono mancati i momenti di approfondimento sia nella fase Neon, che nelle seguenti a partire da subito, con l’incontro tavola rotonda E dopo la generazioneT?, poi con L’ultima rivoluzione della vecchia Europa, dedicato naturalmente al Portogallo e al lavoro di Hotel Europa dal titolo Il Portogallo non è un paese piccolo.

Molto partecipata naturalmente la tavola rotonda di sabato 10 maggio, sul teatro della penisola iberica, che ha messo al tavolo i principali esponenti di questa nuova scena sia spagnola che portoghese fortemente impegnata sul fronte di una rilettura politico-antropologica della cultura e del costume dei rispettivi paesi

Intanto al Mar, sabato e domenica con varie repliche per piccoli nuclei di spettatori in diverse fasce orarie, grazie alla collaborazione dei giovanissimi di spazio A, abbiamo potuto ascoltare, in sale e corridoi e passaggi di assoluta suggestione e bellezza evocativa quali interni ai Mosaici artistici di Ravenna questi testi di Isabel Costa/ Os Possessos, Manifesti per dopo la fine del mondo: dei veri e propri statements, in forma lirica, quasi testamenti spirituali poetici per le future generazioni. Una riflessione anche su tutte le nostre intersezioni, convergenze, illusioni e delusioni da attivisti che lascia il segno, come per esempio nella serrata apologia della Donna cattiva, ovvero la donna non compiacente, non assoggettabile, non prevedibile pertanto fuori da uno schema comportamentale patriarcale. Ecologia dei viventi, fluidità di pensiero, posture intrise di queerness, decolonizzazione, ribaltamento delle categorie logiche e semantiche, sono gli ingredienti cardine di moltissimi dei lavori presentati. […]”