Utopia e autonomia. Polis Teatro Festival a Ravenna
Sergio Lo Gatto, “teatroecritica”, 8 giugno 2025
https://www.teatroecritica.net/2025/06/utopia-e-autonomia-polis-teatro-festival-ravenna-2025/

“Indipendente e sovrana, affezionata alla propria identità ma cosmopolita, difesa e allenata a difendersi da attacchi non solo militari, ma anche culturali. Così era la polis, la città-stato greca mito di fondazione della nostra civiltà occidentale. Luogo d’incontro e di scambio, di sosta e riflessione, di attività febbrile e di apertura del pensiero. Ma la caratteristica più forte è quella dell’autonomia, che dall’indipendenza compie un passo in avanti, cominciando a farsi le leggi da sé. Molte di queste spinte programmatiche sembrano stare alla base del progetto di ErosAntEros (al secolo Davide Sacco e Agata Tomšič), che quest’anno ha regalato alla città di Ravenna l’ottava edizione di Polis Teatro Festival. Incentrata su temi fortemente contemporanei come guerra, diritti civili, migrazioni e cambiamento climatico, la kermesse ha da subito messo in atto una strenua ricerca di linguaggi diversificati, tra il nuovo e il meno nuovo. Dopo essersi interrogato, nel 2021, sulla sorte dei teatri alla riapertura post-Covid e aver dedicato un focus alla drammaturgia francese nel 2022, Polis Festival ha trovato un’identità ancora più personale, occupandosi di aprire una finestra su una geografia artistica diversa ogni anno: i Balcani nel 2023, la Germania nel 2024, la Penisola Iberica in questo nuovo maggio sono stati i terreni di atterraggio di un pensiero curatoriale che sorvola i quartieri dell’arte effettuando un attento scouting. […]

Su un contenuto non troppo lontano agisce il più riuscito Copla. Un cabaret spagnolo, installato alla perfezione nel Teatro Socjale di Piangipane, la cui storia militante affonda le radici nell’iniziativa della Cooperativa Agricola Braccianti, animatrice dello spazio fin dal 1921. Da allora la storia del luogo non si è persa e oggi il teatro è un Circolo Arci aperto alle forme di spettacolo più diverse, dal varietà alla musica jazz, in un’atmosfera informale che sostituisce alla platea una manciata di tavolini da kabarett viennese. È il contesto perfetto per l’appassionato viaggio di Alejandro Postigo, un vero e proprio “animale da palcoscenico”, spagnolo ma trapiantato a Londra e impegnato (anche alla guida del collettivo HisPanic Breakdown) in un intelligente recupero di tradizioni popolari e folkloristiche altrimenti destinate all’oblio. La copla è la forma musical nata in Spagna appositamente per dare spazio a quelle soggettività al limite, cellule della controcultura queer e migrante, evitate dai bigotti riflettori dello star system. Ne risulta un folle viaggio nel tempo, a metà strada tra una conferenza-spettacolo (Postigo ha un PhD alla RCSSD londinese ed è Senior Lecturer alla University of West London), un concerto per (sorprendente) voce e piano e violino (Jack Elson e Violeta Valladares) e uno sfrenato re-enactment di playback e live che attraversa interi decenni di censure e soprusi, fino al quiz interattivo e un gran finale con un commovente numero di drag queen. Anche qui il nucleo centrale è la Spagna di Franco e la sua tagliola culturale, ma Postigo riesce a far percepire come ancora oggi certe spinte identitarie siano soppresse e quanto chiunque lasci la propria terra sarà sempre e comunque un misfit, come la copla che non si esegue più da venticinque anni. […]”