Renzo Francabandera su POLIS 2026, “PAC”, 10 maggio 2026
POLIS 2026: A Ravenna, POLIS parla di piacere femminile, fra documentazione e performance, “PAC”, 10 maggio 2026
“[…] Tra i titoli più attesi, il 6 maggio assistiamo al Teatro Rasi a una conferenza performativa che arriva dalla Lituania, firmata dalla giovane regista Laura Kutkaitė. Lo spettacolo si intitola tremolo, che in musica, è la ripetizione rapida e ossessiva di un suono, di un intervallo, di un accordo. Di che parla tremolo? Di piacere.
Proprio quello, quello erotico, e qui declinato al femminile. Sulla scena oltre a Kutkaitė anche Kristina Morta, e insieme cercano di trasformare quella parola in vibrazione: piacere, certo, ma anche paura. La paura di non essere all’altezza delle aspettative che la società ha piantato dentro di noi come chiodi. La paura di non conformarsi a norme che spesso non abbiamo scelto ma che abbiamo imparato a ripetere fino a farle diventare colonna sonora della nostra intimità.
[…]
In collaborazione con il POLIS Festival, è stato organizzato un dibattito fra spettatori, artiste e l’autrice Giulia Blasi, in collaborazione con la Casa delle Donne di Ravenna. La logica é che tremolo non sia una lezione impartita da chi sa a chi non sa ma l’avvio di una conversazione. Il suo obiettivo, anzi – dichiarato, quasi ingenuo nella sua chiarezza – è aiutare ciascun* a sentirsi normale e sano nella propria vita sessuale. Detta così sembra una banalità. E invece è una delle cose più radicali che si possano chiedere al teatro oggi. Perché la normalità non è mai data, mai scontata, mai uguale per tutti. È una conquista quotidiana, fatta di domande che non abbiamo mai osato fare e di risposte che nemmeno sapevamo di avere dentro. La replica con le scuole, dove garantendo l’anonimato, la giovane platea ha potuto fare domande in modo riservato, ha visto questa parte dello spettacolo durare incredibilmente un’ora. Le domande non finivano più, giovani donne e uomini volevano sapere, conoscere, condividere. Un fiume di domande su tutto quello di cui si parlava, la traduzione empirica di quelle paure e di quei disagi che forse non passano mai, ma che ogni generazione deve conoscere e ri-affrontare, perché non si danno mai per risolte una volta per tutte.
In questa direzione artistica binaria, Sacco e Tomšič rivendicano l’importanza di aver portato tremolo, scelto da entrambi come lavoro da proporre alla comunità. In un festival che si intitola POLIS, portare uno spettacolo come questo significa restituire al dibattito pubblico ciò che troppo a lungo è rimasto confinato nella sfera privata, nel segreto delle camere da letto o nel silenzio delle consulenze mediche. Il piacere femminile non è un optional, non è un argomento frivolo, non è qualcosa di cui vergognarsi. È una questione di salute. Di libertà. Di democrazia. E se per affrontarla serve una “forza gentile”, allora ben venga. Perché la gentilezza, si sa, è spesso la forma più alta di coraggio”.