Maria Dolores Pesce su POLIS 2026, “Dramma.it”, 19 maggio 2026
POLIS Teatro Festival 2026, “Dramma.it”, 19 maggio 2026
https://www.dramma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=41199:polis-teatro-festival-2026&catid=40&Itemid=12
“NORDIC FOCUS è il titolo ‘esergo’ di questa nona edizione del Festival concepito e generato da ErosAntEros la Compagnia ravennate di Agata Tomšič e Davide Sacco che ha sempre fatto e fa ancora una volta della contraddizione la sua ordinaria natura, contraddizione feconda tra forme estetiche e tra linguaggi che nella pratica teatrale e drammaturgica esaltano e non recidono i mille fili che legano il palcoscenico alla Comunità e alla Storia, cercando di intercettare senza irrigidirle le mille forme diverse della umana creatività.
Un continuo e testardo transito di confini, siano quelli esterni geografici e culturali, siano quelli spesso ben più rigidi interiori e psicologici, alla ricerca di ciò che compone, e per questo valorizza e connette in un comune sentire, la diversità delle ‘diversità’, a partire dal genere per ricreare la stabile/fluidità della sessualità come ricerca di un piacere che non sia solipsismo erotico, per transitare dal concetto di etnia e di nazione a confronto con sé stessa attraverso ciò che la opprime (e non sempre ciò che la opprime è ‘fuori’) e arrivare ad un’idea di umanità ‘arcobaleno’ che è ospite e ospita la Natura.
Significativa, in questo, l’immagine di Greta Thunberg ‘abbracciata’ dall’Orso Polare che anche icasticamente disegna lo spirito di questa edizione di un festival che è accaduto in vari luoghi della bella Ravenna dal 5 al 10 maggio.
Un ‘travalicare’ infine che tende a comporre una estetica e insieme una geografia dell’eresia non solo teatrale, come ha testimoniato l’incontro dibattito che ha chiosato l’ultimo giorno della rassegna con la presentazione del libro di Marco De Marinis Regia Eretica.
Anche quest’anno in particolare, dicevo, in cui POLIS si addentra nel climaticamente freddo Nord/Est dell’Europa, tra scandinavi, baltici e finlandesi (una apparente omogeneità fatta anche di profonde diversità) per accendere un ‘focus’ che illumina e riscalda ciò che nasce e vive attorno a quel teatro”.