L’appello di ErosAntEros dopo i tagli ministeriali: “aiutateci a sostenete le nostre attività con l’Art Bonus 2025”, “Ravennanotizie.it”, 14 dicembre 2025
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“Aiutateci a sostenete le nostre attività con l’Art Bonus 2025”. In sintesi, è questo l’appello alle aziende del territorio lanciato da ErosAntEros, che proprio quest’anno ha celebrato il 15° compleanno, organizzando fra le altre cose un’edizione da record di POLIS Teatro Festival con un aumento del 50% del numero degli spettatori.

A causa dei tagli altrettanto da ‘record’ del ministero della Cultura, la compagnia teatrale ravennate si trova ora in difficoltà: in chiusura di bilancio 2025 mancano infatti all’appello 15mila euro. A parlarne sono i fondatori e direttori artistici, Davide Sacco e Agata Tomšič.

L’INTERVISTA

In generale che idea vi siete fatti sui tagli, da parte del ministero della Cultura, sulla base dei punteggi di ‘qualità artistica’, uno dei parametri che va a determinare poi l’ammissione o meno di un ente e il contributo economico assegnato?

La questione è stata ampiamente discussa, anche sui media. Sostanzialmente in fase di ammissione ai contributi del FNSV – Fondo Nazionale Spettacolo dal Vivo del ministero, per il triennio 2025-2027, la commissione preposta alla valutazione della ‘qualità artistica’, ha avuto degli evidenti conflitti interni, fino ad arrivare alle dimissioni di alcuni membri, ed è arrivata a delle valutazioni, in alcune situazioni, molto differenti dal triennio precedente. In casi estremi alcuni festival sono passati improvvisamente da 29 punti nel 2024 a 9 nel 2025, sotto la soglia minima di 10 punti, perdendo completamente il contributo ministeriale per il triennio, con conseguenze catastrofiche.

Per quanto vi riguarda, il taglio dei punteggi di qualità artistica è stato di 7,9 punti.

La nostra realtà è arrivata a essere riconosciuta e finanziata dal FNSV nella categoria ‘festival di teatro’ dal 2021 (ndr, annualità singola straordinaria), poi nel triennio 2022-2024, ed è stata costantemente al primo posto come punteggio di ‘qualità artistica’ tra tutti i festival di teatro in Italia. Nel 2024 la nostra valutazione era di 26,70 punti ed eravamo ancora al primo posto. Quest’anno è stata di 18,80 punti (-7,90) e siamo diventati quindi quattordicesimi. Tutto ciò è avvenuto paradossalmente in un momento in cui, anche solo per motivi storici e anagrafici, siamo in enorme crescita: il nostro progetto 2025 è stato ovviamente in tutti i sensi superiore a quello del 2024, così come quello del 2024 lo è stato rispetto all’anno precedente e via. Questa cosa è stata compresa dagli altri enti pubblici che in questi ultimi anni hanno aumentato i propri contributi a nostro favore considerevolmente a ogni rinnovo (ndr, L.13 Regione Emilia-Romagna e Convenzioni culturali del Comune di Ravenna), ma con il ministero pare che siamo caduti in una sorta di conflitto. In un momento in cui ci aspettavamo un aumento del contributo FNSV – in fase di domanda avevamo indicato cautamente una richiesta di poco più di 20mila euro superiore al triennio precedente – la diminuzione del punteggio ci ha fortemente danneggiati, conferendoci addirittura un contributo inferiore al 2024.

Nei mesi scorsi, il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni avevano dichiarato che la Regione ‘avrebbe fatto la propria parte a sostegno delle realtà culturali ingiustamente colpite’. Vi risulta che qualcosa si stia muovendo in tale direzione?

Per quanto sappiamo, la Regione si è posta con forza a difesa del comparto dello spettacolo dal vivo andando ad accantonare un tesoretto per sostenere le realtà che hanno subito ‘tagli’ dal ministero. E rapidamente sono state anche decise le modalità di distribuzione di questi fondi e sono già stati addirittura assegnati. Purtroppo la nostra realtà non risulta tra quelle che sono state sostenute da questo strumento, a causa delle modalità di assegnazione definite, ma si è trattato comunque di un bel segnale.

C’è però una strada alternativa per finanziare le attività: il mecenatismo attraverso l’Art Bonus del ministero. Può davvero funzionare?

L’Art Bonus è già ad oggi un ottimo strumento, suscettibile di miglioramenti, che può e deve funzionare. In sostanza chiunque, aziende o persone, può diventare mecenate sostenendo un ente beneficiario Art Bonus con una donazione. In questo modo il mecenate riceverà visibilità da parte dell’ente beneficiario che certo non mancherà di ringraziare i propri sostenitori. Inoltre il mecenate, donando con Art Bonus, riceve un credito d’imposta pari al 65% dell’importo donato. Le aziende devono capire la forza di questo strumento. Non si stratta solo – e giustamente – di sostenere importanti realtà culturali, ma di dare visibilità alle proprie aziende, andando poi a recuperare gran parte del denaro con il credito d’imposta.

Per quanto vi riguarda potete contare sul sostegno per le vostre attività delle due fondazioni attive in città. Al momento c’è una raccolta aperta…

Ogni anno lanciamo una raccolta Art Bonus. Per il 2025 abbiamo 11mila euro relativi al sostegno che, da diversi anni, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna elargiscono nei nostri confronti. Con questa chiamata speriamo di poter costruire nuovi rapporti duraturi con aziende capaci di comprendere le potenzialità di questo strumento e l’importanza del lavoro che insieme possiamo fare per il nostro territorio.

Per il prossimo futuro è realistico pensare a donazioni anche da parte di altre realtà?

Lo speriamo vivamente ed è il motivo per cui abbiamo lanciato un vero e proprio appello. Se da un lato è abbastanza comune che una compagnia teatrale non abbia molti sostenitori privati, dall’altro però stupisce che un festival della portata europea di POLIS, già riconosciuto e sostenuto da anni dagli enti pubblici di tutti i livelli, ambasciate e istituti linguistici e culturali di mezza Europa, fondazioni, non ne abbia ancora trovati.

Ora che il 2025 volge al termine, qual è il bilancio economico?

Abbiamo un deficit di poco superiore ai 15mila euro. Per questo abbiamo pensato di rivolgere una ‘chiamata’ alle aziende, principalmente del territorio ravennate e romagnolo, ma non solo, per aiutarci a chiudere l’anno e per sostenerci magari ancora più convintamente in futuro.

Alla luce di queste difficoltà, avete in programma cambiamenti per il 2026?

La nuova edizione continuerà lungo il solco ormai intrapreso. POLIS è evoluto ormai in un festival di teatro contemporaneo internazionale ogni anno dedicato a un’area geografica diversa, attraverso un focus con artisti, compagnie, produzioni, provenienti da quell’area, ma anche produzioni italiane ed europee tematicamente connesse. E dopo l’Iberian Focus 2025, possiamo già annunciare che per il 2026 avremo un Nordic Focus, dedicato a Scandinavia e Repubbliche Baltiche. E oltre al focus, come sempre, ci saranno i progetti e spettacoli che provengono dalle reti nazionali e internazionali delle quali facciamo parte, per dare spazio alla creatività emergente, costruire comunità sul territorio, avvicinare i giovani e chi per motivi economico-sociali ancora non ci va al teatro.

Quali obiettivi avete per il futuro, risorse permettendo?

Vorremmo continuare a far crescere la nostra realtà e i progetti che realizziamo, dando maggiore riconoscimento e stabilità alle persone che lavorano quotidianamente con noi. Per farlo, gli obiettivi restano principalmente due. Anzitutto continuare a ideare spettacoli e a coprodurli con i principali teatri e festival europei, realizzando formati importanti come lo è stato il nostro “Santa Giovanna dei Macelli” del 2024. Desideriamo poi far crescere POLIS Teatro Festival, portando a Ravenna i maggiori protagonisti della scena teatrale contemporanea internazionale e incentivando sempre più gli scambi tra l’Italia, Ravenna e l’Europa. E per tutto questo l’Art Bonus può essere uno strumento fondamentale: https://artbonus.gov.it/2755-polis-teatro-festival.html