Elisabetta Reale su POLIS 2026, “klpteatro.it”, 30 maggio 2026
POLIS Teatro Festival 2026. Un Nordic Focus per la nona edizione, “klpteatro.it”, 30 maggio 2026
https://www.klpteatro.it/polis-teatro-festival-2026-reportage
“Identità, da cercare o ridefinire, censura, piacere femminile e politicità dei corpi, solitudine, nostalgia e comunità. Attorno a queste parole, ma non solo, si è concentrata la nona edizione di POLIS Teatro Festival, con la direzione artistica di Davide Sacco e Agata Tomšič di ErosAntEros, che ad inizio maggio ha proposto, come di consueto, una preziosa occasione di confronto attraverso una multiforme proposta.
[…] La nostalgia per il passato è sostituita nell’opera del regista cinematografico e giornalista Karolis Kaupinis (produzione Operomanija), da interpretazioni ironiche delle sonorità degli anni Ottanta e Novanta, a dare il tempo e accompagnare la proposta visuale e il racconto: domande a volte senza senso altre poste a ripetizione, incursioni sentimentali e frammenti di storia compongono un prezioso collage che apre finestre sull’identità in costruzione di un paese giovane e dai molti volti e che lascia nello spettatore un senso di curiosità e vicinanza.
Ancora una identità da cercare, costruire, recuperare attraverso frammenti di vita, vera o presunta in Je suisse (or not), di Camilla Parini del Collettivo Treppenwitz, performance per due spettatori alla volta, intima e di particolare intensità. L’artista, indossando un costume da orso polare – la stessa figura, stretta da un tenero abbraccio con l’attivista Greta Thunberg è stata l’immagine simbolo del festival, nel disegno di Gianluca Costantini –, accoglie con dolcezza gli spettatori e insieme a loro indaga i concetti di famiglia, di appartenenza identitaria e di memoria […].
Arriva dall’Estonia invece Tivoli, prima nazionale del nuovo percorso di ricerca dell’artista estone Siim Toniste, performer e danzatore, […] che dà grande valore alla collaborazione e alla creazione collettiva. Come quella a cui sono stati chiamati a partecipare gli spettatori di Ravenna, che negli spazi del MAR hanno condiviso con Toniste il tempo del gioco, della scoperta, dello scambio di esperienze […].
La voce, sottile, intensa, aspra, che si apre a molteplici modulazioni, in un gioco di sussurri e grida, al centro di Materiale per Medea, di Agata Tomšič. L’attrice, autrice, regista, una delle due anime di ErosAntEros, prosegue il percorso di ricerca vocale-sonora manipolando un materiale testuale difficile, vivo, radicale, quello di Heiner Müller, e, insieme al compositore e sound designer sloveno Matevz Kolenc, costruisce una partitura fisico-vocale che non concede tregua, che urla la condanna del margine, dell’esclusione, del tradimento […].
Attorno ad una tavola imbandita, prima di assaporare dei gustosi cappelletti al ragù preparati dai volontari del Teatro Socjale, spazio allo spettacolo Asja Lacis, la donna che fa parlare la storia, […] scritto e diretto da Cristiana Minasi che in scena dialoga con Irida Gjergji.
Due parole su Ulla della drammaturga finlandese Eeva Turunen, affidata a Eugenio Sideri e Alice Giroldini di MaMiMò, in collaborazione con PAV / Fabulamundi Playwriting Europe, è un intenso monologo che parla di solitudine e incapacità di affrontare la realtà. […] Sotto le minuzie della vita quotidiana, fra telefonate vere o reali e fobie che finiscono per diventare ossessioni, ci si confronta col desiderio umano di amore e di affetto che anima ogni esistenza.
Dal taglio cinematografico, Qualcosa di reale testo del drammaturgo estone Martin Algus, messo in scena da Studio Doiz, grazia alla lettura dinamica e coinvolgente dei bravi Lorenzo Carpinelli e Alessandro Renda, per la regia di Iacopo Gardelli, in collaborazione con la Estonian Theatre Agency: una storia che incrocia due vite apparentemente opposte ma che, trovando dei punti di contatto fra loro, finiscono entrambe per disintegrarsi sotto i colpi di una esistenza ai margini […]”.