Di cosa è davvero capace l’essere umano
Eleonora Poli, “Ateatro”, 5 giugno 2025
https://www.ateatro.it/2025/06/05/di-cosa-e-davvero-capace-lessere-umano/

“Alla sua ottava edizione, Polis Teatro Festival, a cura della compagnia ErosAntEros, sceglie un programma che vede al suo centro la penisola iberica e si scontra con una grande domanda che tutto il teatro contemporaneo si sta ponendo: di che cosa è capace l’uomo?
Anche se non esplicitamente recitata a voce alta, la domanda si insinua e cattura la mente degli spettatori. Dieci giorni di eventi con più di 35 appuntamenti tra spettacoli, incontri, performance e dibattiti in cui aleggia un invisibile filo doppio che arriva direttamente dalla penisola iberica. Due, infatti, i temi principali al centro degli eventi di questo ricco programma, entrambi realizzati dall’uomo: l’intergenerazionlità e le dittature moderne.
“Il sonno della ragione genera mostri”, diceva Francisco Goya, a cui si ispira il manifesto grafico dell’edizione di quest’anno curato da Gianluca Costantini. Le sue streghe avvolgono e trascinano verso l’alto l’anima di chi, alla ragione, aveva dedicato tutta la vita. Metafora di chi si avvicina troppo al fuoco? Forse. Sicuramente un monito per chi in un ideale ripone troppa cieca fiducia.

Nell’ormai consueta location delle Artificierie Almagià, in un caldo tramonto primaverile, ci accolgono cinque QR Code. Sotto questi codici, un range d’età in cui identificarsi e una parola: “Inquadrami”. In pochi secondo l’app Kalliôpé prende il controllo del nostro telefono, lo fa muovere, illuminare, emettere suoni: scrive una drammaturgia scenica autonoma senza alcun comando esterno. Inizia poi a farci delle domande, consapevole di averci spaventato con il suo ruolo autoritario e che dunque deve rimediare. Ci chiede dove vorremmo innamorarci, oppure a quale caratteristica del nostro carattere saremmo disposti a rinunciare. Fa sorridere pensare che il proprio telefono, con cui abbiamo condiviso tanti momenti della nostra vita, si stia in qualche modo aprendo con noi. E, improvvisamente, ci fidiamo.
Ci porta all’interno di uno spazio buio, illuminato solo da colori bioluminescenti (che, giustamente, un’intelligenza artificiale può riconoscere). In quel vuoto, diventiamo attori di una voce robotica che ci analizza e fa quello che noi umani facciamo con i suoi simili: ci classifica. Quelli nati prima del 1950 sono la generazione silenziosa e rientrano nel triangolo arancione, ci sono poi i baby boomers nel quadrato rosso, i millenials nel cerchio giallo. Infine ci sono loro, i cattivi della storia che un computer sta scrivendo: i teenager. Scansafatiche, arroganti, pericolosi, violenti… Questa generazione viene presa di mira dalle altre che li osservano e li additano mentre sugli schermi dei ragazzi compare una frase soltanto “Reggete la pressione”.
Un’Odissea Teen della compagnia catalana La Mecánica debutta con un’esperienza teatrale immersiva che pone al centro dell’interazione i propri smartphone, grazie all’innovativa app Kalliôpé, creata dalle leggende del teatro catalano La Fura dels Baus – Fundació Èpica. Una riflessione impattante, destabilizzante e altamente personale, con un effetto diverso per ognuno degli attori/spettatori. L’inevitabile passaggio intergenerazionale accoglie il futuro e dimentica, accompagnandolo alla sua fine, il passato. […]”