Anna Cavallo su POLIS 2026, “Pagina Tre”, 17 maggio 2026
Desiderio maschile e dipendenze, in scena il testo di Martin Algus, “Pagina Tre”, 17 maggio 2026
https://paginatre.it/desiderio-maschile-e-dipendenze-in-scena-il-testo-di-martin-algus/
“Qualcosa di reale è il romanzo di esordio, pubblicato nel 2018 dall’attore, drammaturgo, e sceneggiatore estone Martin Algus, sul tema della solitudine e della dipendenza sempre più forte delle persone dalla realtà virtuale, portato in scena con una mise en espace dalla compagnia ravennate Studio Doiz nell’ambito dell’ultima edizione di POLIS Teatro Festival, al teatro Rasi di Ravenna.
Un thriller noir che si apre sulla condizione di insoddisfazione esistenziale e relazionale di due uomini diametralmente opposti, che si alternano sul palco con i loro spiazzanti monologhi. Il primo (interpretato da Alessandro Renda), architetto mancato, padre amorevole, moglie non più attraente, che inizia a rifugiarsi nei siti web erotici per noia, nel giro di poco tempo si ritrova invischiato in una dipendenza fuori controllo dalla pornografia e da atti di onanismo sul posto di lavoro che gli costano il licenziamento.
L’altro (interpretato da Lorenzo Carpinelli), è un uomo appena uscito dal carcere che inizia una relazione con una donna alcolista e una figlia preadolescente che non si fa scrupolo ad utilizzare come esca su un sito web per attirare clienti pedofili, intrappolarli con foto compromettenti e arricchirsi.[…] Il plot avvincente, raccontato a due voci sul palco, senza alcun filtro, sdrammatizzato solo a tratti dall’ironia, è diretto da Jacopo Gardelli con abilità nel rendere i due personaggi speculari l’uno all’altro. Come ha spiegato alla conferenza stampa di presentazione del Festival nei giorni scorsi “il testo parla in modo non retorico del desiderio sessuale maschile, ma nel testo di Algus, che è uno dei drammaturghi più apprezzati in Estonia, come in molti autori provenienti da Paesi ex Sovietici, si avverte soprattutto il tema della perdita dell’identità. Entrambi i personaggi cercano infatti qualcosa di reale, sono due solitudini che si parlano”.