Due parole su Ulla di Eeva Turunen, il mondo vissuto dalla finestra, “Pagina Tre”, 23 maggio 2026

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““[…] Mi sembrava una sorta di flusso di coscienza: una ragazza sola, probabilmente bipolare, che dalla finestra del suo appartamento guarda il mondo esterno, riflettendolo su se stessa nella creazione immaginaria di dialoghi e situazioni. In particolare nell’appartamento di fronte vive Ulla, ragazza di cui la protagonista, Allu, è innamorata. Il margine tra fantasia, immaginazione e realtà si fa labile: si vive in un continuo spiazzamento tra passato e presente, tra situazioni inventate e reali. Un testo pieno di solitudine, ma pure carico di situazioni con risvolti comici. Il dramma della solitudine viene corroso dal racconto di situazioni degne della comicità di un film muto. La distanza che trovavo tra questa proposta e il mio lavoro abituale mi ha incuriosito. Ho accettato per scommettere con me stesso, per mettermi in gioco con una scrittura molto distante dalla mia.

Cercavo una situazione di stallo, in cui tutto avvenisse alla finestra, senza troppe azioni. E allora mi è venuta in mente la meravigliosa Anna Magnani ne Una voce umana , dal film di Roberto Rossellini, L’amore. L’episodio, tratto dall’opera teatrale di Jean Cocteau, vede la protagonista sola nella sua camera, sul letto, che parla al telefono. Avevo bisogno di un’attrice capace, in grado di toccare varie corde recitative, capace di evocare mondi ed emozioni anche laddove il testo pareva nasconderle. Così è nato l’incontro con Alice Giroldini [tag] e con il nostro Ulla: uno spettacolo con la protagonista nel letto, che da lì tutto agisce; dal letto Ulla vede e racconta il mondo esterno, che vede da una immaginaria finestra. Dal letto la protagonista recita il testo, trasformando la lettura scenica in una sorta di spettacolo recitato con i fogli del copione in mano, che vanno man mano sparpagliandosi nel letto stesso”.