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POLIS Teatro Festival diventa un festival ministeriale!

A soli quattro anni dalla prima edizione, POLIS diventa l’unico festival della Romagna riconosciuto e finanziato dal Ministero della Cultura nella categoria Festival di teatro

Il festival si è subito inserito con successo all’interno del panorama culturale ravennate, dando ampio spazio al teatro contemporaneo attraverso la programmazione di spettacoli di rilevanza nazionale e internazionale, progetti partecipativi innovativi e momenti di formazione, dimostrando di saper rispondere con sensibilità alle crisi del presente, trasformando le proprie attività online nel 2020 e proponendosi nel 2021 come uno dei primi eventi nazionali che hanno riaperto i teatri dopo la seconda chiusura pandemica.

In questi quattro anni POLIS ha coinvolto più di 100 artisti, operatori e studiosi di massimo rilievo, promuovendo progetti e spettacoli innovativi tra spettatori di età, provenienze sociali e culturali diverse, perseguendo l’idea di un teatro che per essere popolare non abbassa il proprio linguaggio ma al contrario porta l’arte tra la gente, alternando sui propri palchi ospiti di varie generazioni, accomunati da una ricerca teatrale che non smette mai di mettersi alla prova, di porre domande ai temi urgenti del presente e di aprire nuove prospettive interpretative.

E ora ErosAntEros si mette al lavoro sulla quinta edizione!

Le foto della quarta edizione

POLIS Teatro Festival 2021 si è concluso: 12 spettacoli, 3 incontri, 1 dibattito, 1 installazione, 1 laboratorio, biglietti sospesi e biglietti speciali under30, hanno coinvolto cittadini e spettatori di tutte le età, di provenienze sociali e culturali diverse, nonché moltissimi studenti, incentivando a tornare a teatro quasi 300 giovani under30 di Ravenna!

Grazie per tutto il sostegno e il supporto che ci avete dimostrato prendendo la coraggiosa e fondamentale decisione di tornare a teatro. Siamo fieri di essere stati uno dei primi festival a riaprire e vi ringraziamo per essere tornati insieme a noi a teatro!

Ecco le foto della quarta edizione di POLIS. Grazie a Dario Bonazza per gli scatti.

GIORNO #1 – martedì 11 maggio

GIORNO #2 – mercoledì 12 maggio

GIORNO #3 – giovedì 13 maggio


GIORNO #4 – venerdì 14 maggio

GIORNO #5 – sabato 15 maggio

GIORNO #6 – domenica 16 maggio

POLIS a Radio Città Fujiko, 10 maggio 2021

William Piana intervista Davide Sacco e Agata Tomšič / ErosAntEros, direttori artistici di POLIS Teatro Festival, per raccontare il programma della quarta edizione di POLIS.

In onda su Radio Città Fujiko il 10 maggio 2021 alle ore 12.30.

IL PODCAST QUI.

POLIS a Radio 3 Suite, 10 maggio 2021

Davide Sacco e Agata Tomšič / ErosAntEros, direttori artistici di POLIS Teatro Festival, ospiti di Radio 3 Suite, per raccontare il programma della quarta edizione di POLIS.

In diretta su RAI Radio 3 il 10 maggio 2021 alle ore 20.15.

IL PODCAST QUI (intervista dal minuto 19 e 30”)

Conferenza stampa di POLIS 2021

Martedì 4 maggio, si è tenuta online la conferenza stampa di POLIS Teatro Festival 2021, in cui la direzione artistica (Agata Tomšič e Davide Sacco / ErosAntEros), insieme a collaboratori e artisti, ha presentato il programma e le novità della quarta edizione del festival, sottolineando l’importanza di tornare ad abbracciarci almeno metaforicamente attraverso la forza del teatro.

Qui il video della conferenza stampa: https://fb.watch/5kM6t3Fzmw/

SEDUTI ACCANTO A ZAKY di Gianluca Costantini a POLIS

da martedì 11 maggio a domenica 16 maggio 2021 al Teatro Alighieri di Ravenna

Durante POLIS Teatro Festival 2021, tutti i giorni, nella sala del Teatro Alighieri, sarà allestita l’installazione SEDUTI ACCANTO A ZAKY di Gianluca Costantini.

L’installazione è composta da sagome in cartone raffiguranti Patrick Zaky, studente dell’Università di Bologna che dal 7 febbraio 2020 è detenuto nella prigione di Toira, Cairo. 

POLIS Teatro Festival lancia con questa iniziativa un chiaro messaggio, avvicinando il pubblico del festival a temi caldi e importanti, come quello dei diritti umani. L’artista-attivista Gianluca Costantini, infatti, sarà anche ospite dell’incontro Human rights, insieme ad Andrea Maestri, avvocato specializzato nel diritto all’immigrazione, Luca Cortesi, insegnante e attivista di Amnesty International, Davide Sacco e Agata Tomšič / ErosAntEros, compagnia teatrale che dirige il festival. L’incontro si terrà subito dopo lo spettacolo di ErosAntEros Sconcerto per i diritti, in scena al Teatro Alighieri il 14 maggio alle 20, che tratta proprio di diritti umani e, in particolare, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Le sagome sono state gentilmente concesse in prestito dalla Biblioteca Classense in occasione del festival. 

foto Michele Lapini

Il progetto RightsQuake: dal laboratorio di ErosAntEros per I-Contact a POLIS 2021

RightsQuake è un progetto nato all’interno del laboratorio condotto da ErosAntEros per gli studenti internazionali del Master I-Contact dell’Università di Bologna, coordinato dalla prof.ssa Annalisa Furia, e realizzato in collaborazione con la Fondazione Flaminia.

ErosAntEros è entrato in dialogo con gli studenti per parlare di diritti umani e di come possono venire veicolati attraverso l’arte, in particolare in relazione allo spettacolo SCONCERTO PER I DIRITTI e alla nuova produzione internazionale CONFINI che trattano questi temi.

I partecipanti al laboratorio prenderanno parte al programma di POLIS Teatro Festival 2021 come spettatori di SCONCERTO PER I DIRITTI e come interlocutori all’incontro, che si terrà subito dopo lo spettacolo, con ErosAntEros, Gianluca Costantini, Andrea Maestri e Luca Cortesi.

RightsQuake ha l’obiettivo di dar voce a gruppi di persone provenienti da contesti diversi, in particolare quelli che spesso non vengono presi in considerazione, su temi riguardanti i diritti umani.

Puoi dire la tua, seguendo il progetto sui profili Facebook e Instagram oppure rispondendo al sondaggio creato appositamente su Google form: https://forms.gle/6kSjvK895aQX7MgB9!

Quale teatro per il domani? tra i libri consigliati da Anna Bandettini su Repubblica

Anna Bandettini, “Repubblica”,17 aprile 2021
https://bandettini.blogautore.repubblica.it/2021/04/17/che-ce-da-leggere-da-moscato-e-ronconi/

Quale teatro per il domani?

Doveva esserci il festival “Polis Teatro Festival” a Ravenna, poi il Covid ha fermato tutto. Agata Tomsic e Davide Sacco di ErosAntEros non si sono fermati e hanno invitato artisti, operatori, critici, studiosi di 11 paesi a disegnare “un domani” per il teatro. Questo grande affresco sul futuro è diventato un gran bel libro, zeppo di interventi (ben 57), ma anche zeppo di spunti, dinamico nella molteplicità dei punti di vista ma capace di una visione unificante a cui fa da controcanto il “diario della quarantena” di Marco De Marinis.

Quale teatro per il domani?
A cura di Agata Tomsic / ErosAntEros,
pagine 268,
Editoria & Spettacolo,
16 euro

Quale teatro per il domani? a “Teatri in prova”, RAI Radio 3, 22 febbraio 2021

Davide Sacco e Agata Tomšič / ErosAntEros ospiti di Laura Palmieri a “Teatri in prova” per parlare del volume Quale teatro per il domani? (Editoria & Spettacolo), testimonianza del convegno internazionale sul teatro di domani organizzato da POLIS Teatro Festival 2020.

In onda su RAI Radio3 lunedì 22 febbraio 2021 alle 23.

PODCAST QUI (dal minuto 33’50” in poi).

Quale teatro per il domani? su “Gagarin Orbite Culturali”, Michele Pascarella, 16 febbraio 2021

EROSANTEROS: DOMANDA SULLA DOMANDA
“Gagarin Orbite Culturali”, Michele Pascarella, 16 febbraio 2021
https://www.gagarin-magazine.it/2021/02/teatro/erosanteros-domanda-sulla-domanda

POLIS Teatro Festival nasce a Ravenna nel 2018 grazie al lavoro di una battagliera Compagnia indipendente, ErosAntEros, animata con pervicace entusiasmo da Davide Sacco e Agata Tomšič.

Nel 2020 il Festival ha realizzato un Convegno internazionale (online, causa Covid) dal titolo Quale teatro per il domani?.

Attori, registi, drammaturghi, scenografi, musicisti, docenti universitari, critici, direttori artistici e organizzatori hanno risposto durante il lockdown a cinque domande riguardanti lo spazio, le parole, le visioni, i linguaggi e i corpi del teatro di domani.

Cinquantasette contributi provenienti da undici Paesi diversi.

Da poco tutto ciò è diventato un libro, pubblicato da Editoria & Spettacolo.

Le brevi note a seguire intendono restituire qualche pensiero senza entrare nel merito di ciò che le decine di interventi -cuore del Convegno e della successiva pubblicazione- hanno espresso, e come: una tassonomia che ha riunito molti fra i più autorevoli nomi nel campo -invero affatto circoscritto- delle performing arts contemporanee, procurando alla lettura ciò che Eco chiamava vertigine della lista.

Si cercherà, piuttosto, di guardare a monte: all’intenzione, termine che nell’etimologia rimanda a una direzione da prendere, alla necessaria tensione e alla volontà di capire.

Nel bene e nel male la società teatrale -e i pochi che leggeranno queste righe certo lo sanno- è fatta di relazioni.

Ogni comunicazione, è noto, aumenta la propria efficacia se include nel proprio campo, in senso dialogico, l’interlocutore.

Tenendo bene a mente queste due ovvietà, la rigorosa azione curatoriale di ErosAntEros pare estremamente appropriata nell’aver dato forma a un sistema di valorizzazione, ascolto e messa in rete (sia metaforica che reale) di diverse prospettive e autorialità della società professionale di riferimento.

Con attitudine fenomenologica, Davide Sacco e Agata Tomšič hanno agglutinato fenomeni (termine che, vale forse ricordarlo, nell’origine evoca ciò che appare) attorno a parole-temi chiave, senza la pretesa di arrivare a definire essenze (ciò che è): una pratica curatoriale che muove verso una salutare epoché, sospensione del giudizio, partendo e valorizzando le prospettive di ciascun_, piuttosto che concetti o ideologie a priori.

Quale teatro per il domani? si pone dunque, con spiazzante limpidezza, come vera domanda aperta: non tesa a definire cosa sia teatro e cosa no (dunque, per estensione, cosa sia arte e cosa non lo sia), quanto a generare altre benefiche interrogazioni.

Come comprendere in una sistematica aperta definizioni e restituzioni di modi-mondi di intendere il teatro che lo siano altrettanto?

Ciò è possibile (o almeno auspicabile)?

L’azione culturale di ErosAntEros ha generato inedite relazioni, o almeno nuove domande, tra fenomeno e fenomeno, tra autore e autore?

Ancora -in linea con quanto Marco De Marinis esprime nella postfazione al volume- in quale specifica maniera e misura il mondo e ciò che vi sta accadendo hanno inciso sul dire di ciascuno?

In quale misura i soggetti che a diverso titolo costituiscono la società teatrale contemporanea -molti dei quali sono presenti in questo libro- sono disponibili a incontrare ciò che è altro da sé?

Per concludere: l’immagine di copertina -la celebre foto di Yoko Ono e John Lennon abbracciati, rivista da Gianluca Costantini- pare affatto appropriata, sia pensando alle azioni politiche della coppia sia, su un piano individuale, ricordando ciò che il lavoro di Ono dentro e fuori Fluxus ha teso ad attivare, nella direzione dell’esperienza e della conoscenza.

Quale teatro per il domani? su “Sipario”, Nicola Arrigoni, 9 febbraio 2021

IL TEATRO, LA PANDEMIA E LA VOGLIA DI FUTURO. «QUALE TEATRO PER IL DOMANI?»: UN VOLUME POLIFONICO PER NON DARSI PER VINTI
Nicola Arrigoni, “Sipario”, 9 febbraio 2021
https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/13598-il-teatro-la-pandemia-e-la-voglia-di-futuro-quale-teatro-per-il-domani-un-volume-polifonico-per-non-darsi-per-vinti-di-nicola-arrigoni.html

È diventato una sorta di tormentone: non è possibile più pensare il teatro nei modi pre-pandemia. Nulla sarà più come prima. Bisognerà tener conto delle esperienze online, dello streaming, anche quando tutto sarà finito. Ovvero quando sarà possibile tornare in sala. Eppure i segnali di sopravvivenza sono quelli di un ritorno o affanno produttivo non diverso dal solito. Le grandi istituzioni teatrali stanno ferme, se va bene producono in attesa di riaprire e come atto di visibilità sociale – se riescono – accendono le luci della ribalta in favore di telecamera, Rai 5, o di streaming. Ad un anno dalla chiusura dei teatri, il 24 febbraio 2020, la casa editrice Editoria & Spettacolo dà alle stampe Quale teatro per il domani?, a cura di Agata Tomšič di ErosAntEros (pagine 268 – 16 Euro).
Si tratta di un volume che raccoglie le testimonianze di registi, attori, critici, organizzatori culturali che hanno offerto il loro punto di vista, sollecitata da Polis Teatro Festival, kermesse diretta da Agata Tomšič e Davide Sacco, che dal 2018 a Ravenna «indaga la relazione tra l’artista e lo spettatore attraverso spettacoli, progetti formativi e partecipativi, che ambiscono a far riacquisire al teatro quel ruolo fondamentale che aveva nella polis antica come luogo di incontro della comunità e di riflessione sul presente», si legge nell’introduzione diAgata Tomšič. Tutto ciò – ovviamente – con lo scoppiare della pandemia è venuto meno, ma non è venuta meno la voglia di ErosAntEros di interrogarsi sul teatro e sul suo ruolo comunitario. Sono saltati i laboratori, gli spettacoli, ma non la voglia di confrontarsi e così tra il 20 e 24 maggio 2020 sul canale web ErosAntEros ed Emilia Romagna Creativa ha preso corpo il convegno online volto a trovare una risposta a Quale domani per il teatro? I vari relatori si sono interrogati e hanno riflettuto su spazio, parole, visioni, linguaggi e corpi del teatro che verrà. Quelle giornate di confronto sono ora diventate un libro, i relatori hanno in parte rivisto i loro interventi per la pagina scritta e ne è uscito uno spaccato interessante e denso di contributi – eterogenei per la loro stessa natura – ma tutti con un fine: chiedersi quale sarà il domani possibile del teatro.
La ricchezza del volume sta nella natura eterogenea degli autori, nelle forme liberissime di intervento che in un certo qual modo finiscono col rappresentare gli autori stessi. Ciò che mette insieme il volume curato da Agata Tomšič è un concerto polifonico, è un atto di amore nei confronti del teatro i cui temi abusati: la necessità dell’arte, il teatro indispensabile, la centralità del corpo, la centralità della parole, il ruolo dello spettatore si intrecciano, si rincorrono, a tratti si ripetono, ma offrono pur sempre uno spaccato di quel mondo del teatro che da un giorno all’altro ha visto la sua stessa esistenza essere sospesa, chiusa fino a data da destinarsi… una brusca interruzione che se nel primo lockdown è parsa choccante ma carica di occasioni di riflessione, oggi rischia di essere una lenta e inesorabile agonia senza fine.
In tanti hanno voluto prestare la loro testimonianza: Csaba Antal, Penny Arcade, Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla, Chris Baldwin, Anna Bandettini, Federico Bellini, Nicola Borghesi, Elena Bucci, Roberta Carreri, Luigi Ceccarelli, Ascanio Celestini, Claudio Cirri, Silvia Costa, Ian De Toffoli, Elena Di Gioia, Francesca D’Ippolito, Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, Federica Fracassi, Renzo Francabandera, Lucia Franchi e Luca Ricci, Martina Gamboz, Piergiorgio Giacché, Eugenio Giorgetta, Hervé Goffings, Raimondo Guarino, Gerardo Guccini, Florian Hirsch, Frank Hoffmann, Bojan Jablanovec, Borut Jerman, Chiara Lagani, Licia Lanera, Roberto Latini, Miloš Latinović, Vincent Jean Emile Longuemare, Marco Lorenzini, Maria Federica Maestri, Lorenzo Mango, Marco Martinelli, Lucia Medri, Silvia Mei, Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, Luca Micheletti, Ermanna Montanari, Anna Maria Monteverdi, Laura Palmieri, Silvia Pasello, Maria Dolores Pesce, Andrea Pocosgnich, Pascal Rambert, Amedeo Romeo, Daniela Sacco, Benedetta Saglietti, Attilio Scarpellini, Marco Sgrosso, Magda Siti e Stefano Vercelli, Julia Varley. Si tratta di un bello spaccato del mondo delle arti performative, si tratta di una polifonia di voci che se a tratti sembra voler suonare il medesimo brano, nell’approccio soggettivo alla pandemia e alla comune condizione di sospensione esistenziale regala punti di vista curiosi, in alcuni tratti divertiti e leggeri.
Certo a leggere oggi quei diari in forma di relazione – a un anno dalla chiusura dei teatri – l’urgenza di testimoniare, di dire per essere ha il sopravvento sulla risposta da dare all’interrogativo che compone il titolo. Le parole da maneggiare con cura indicate da Nicola Borgesi, gli interrogativi sulla visione che siamo, siamo stati e saremo, posti da Roberto Latini, oppure il più tranchant «Niente, zero, vedo nero (…) Forse ha ragione la Duse, a parlarne troppo d’arte, se ne perde il profumo», scrive Elena Bucci rappresentano alcuni esempi delle diverse temperature che contraddistinguono le voci raccolte nel libro. In questa diversità interna e interiore sta il bello di Quale teatro per il domani? E anche dopo la lettura dei 57 contributi, sugellati dalla postfazione in forma di diario di Marco De Marinis rimane l’amarezza per i teatri chiusi, la sensazione di aver dato ascolto a voci che urlano nel deserto… mentre c’è chi lamenta anche nel nascituro governo Draghi un silenzio assordante sulla cultura… E allora chiedersi Quale teatro per il domani? diventa un atto di resistenza, diventa un proferir parola per dire di esistere, per resistere insieme e l’abbraccio in copertina fra Lennon e Yoko Ono ti butta in faccia il bisogno di fisicità, ti butta in faccia una fragilità che è non solo del teatro, ma è dell’uomo…

Quale teatro per il domani? su “Palcoscenico” 2020

UN VOLUME PER GUARDARE AL FUTURO DA POLIS TEATRO FESTIVAL
57 contributi da 11 paesi diversi
“Palcoscenico”, Reclam, dicembre 2020
https://issuu.com/reclam_ravenna/docs/palcoscenico_2020_web/48

Dal 24 febbraio 2020 tutte le attività di spettacolo dal vivo in Italia, sono state sospese per contenere la diffusione del Covid-19. Una data spartiacque che ha segnato fortemente il già martoriato e precario sistema teatrale italiano, colpendo in primis le sue realtà più fragili. Il convegno internazionale di POLIS Teatro Festival 2020, Quale teatro per il domani?, di cui questo volume è testimonianza, nasce durante quelle complesse settimane.
Attori, registi, drammaturghi, scenografici, musicisti, docenti universitari, critici, direttori artistici, organizzatori, hanno risposto durante il lockdown a cinque domande riguardanti lo spazio, le parole, le visioni, i linguaggi e i corpi del teatro di domani. Un totale di 57 contributi provenienti da 11 Paesi diversi, donati con generosità per provare a trasformare un momento di grande difficoltà in un’opportunità per ripensare lo stato dell’arte del teatro e offrire spunti per immaginare un dopo. Il volume, edito da Editoria & Spettacolo, nella collana “Visioni” (16 auero, 270 pagine) contiene anche una postfazione dello studioso di teatro Marco de Marinis.

Prima della pandemia, il programma del festival 2020 avrebbe dovuto essere dedicato al tema dei diritti umani, con un denso programma di spettacoli, incontri e progetti partecipativi. Per questo si è scelto come sua immagine guida un ritratto di Yoko Ono e John Lennon dell’artista-attivista Gianluca Costantini che, nel tempo complicato che stiamo vivendo, ci ricorda l’essenzialità di un gesto profondamente umano come l’abbraccio e la forza politica che esso può sprigionare. L’opera dell’artista ravennate è ora anche copertina del libro appena pubblicato.

Questo importante traguardo nell’anno dei 10 anni di compagnia di ErosAntEros, restituisce dignità a un settore artistico messo profondamente in crisi dalla pandemia, e si somma ai riconoscimenti avuti negli ultimi mesi a livello internazionale da Davide Sacco e Agata Tomšič all’interno del percorso di candidatura di “Piran-Pirano 4 Istria 2025” a Capitale Europea della Cultura.
Il volume raccoglie i contributi di artisti, critici e studiosi dell’orizzonte teatrale italiano e internazionale: Csaba Antal, Penny Arcade, Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla, Chris Baldwin, Anna Bandettini, Federico Bellini, Nicola Borghesi, Elena Bucci, Roberta Carreri, Luigi Ceccarelli, Ascanio Celestini, Claudio Cirri, Silvia Costa, Ian De Toffoli, Elena Di Gioia, Francesca D’Ippolito, Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, Federica Fracassi, Renzo Francabandera, Lucia Franchi e Luca Ricci, Martina Gamboz, Piergiorgio Giacché, Eugenio Giorgetta, Hervé Goffings, Raimondo Guarino, Gerardo Guccini, Florian Hirsch, Frank Hoffmann, Bojan Jablanovec, Borut Jerman, Chiara Lagani, Licia Lanera, Roberto Latini, Miloš Latinović, Vincent Jean Emile Longuemare, Marco Lorenzini, Maria Federica Maestri, Lorenzo Mango, Marco Martinelli, Lucia Medri, Silvia Mei, Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, Luca Micheletti, Ermanna Montanari, Anna Maria Monteverdi, Laura Palmieri, Silvia Pasello, Maria Dolores Pesce, Andrea Pocosgnich, Pascal Rambert, Amedeo Romeo, Daniela Sacco, Benedetta Saglietti, Attilio Scarpellini, Marco Sgrosso, Magda Siti e Stefano Vercelli, Julia Varley.

Quale teatro per il domani? tra i libri del mese di “dramma.it”

Maria Dolores Pesce, “Dramma.it”, 24 dicembre 2020
http://www.dramma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=30472:quale-teatro-per-il-domani-a-cura-di-agata-tomsic&catid=53&Itemid=45

Un “festival mancato” quello di ErosAntEros POLIS che, senza COVID19, avrebbe dovuto tenersi la primavera scorsa a Ravenna, un festival che come ogni “atto mancato” ha prodotto un effetto/esito inatteso. È diventato, grazie alla fantasia e alla costanza di Agata Tomsic e Davide Sacco, fondatori della Compagnia e promotori dell’evento, un convegno che è riuscito per una volta a riunire molte, 57 per l’esattezza, delle voci disperse di un teatro un po’ attonito a causa della chiusura e delle restrizioni, tutti ostacoli che sono purtroppo ritornati anche oggi dopo una fin troppo breve apertura.
È stata un occasione per artisti, docenti e studiosi, critici e direttori artistici di 11 paesi diversi per ritrovarsi seppure a “distanza” e discutere di un futuro ancora opaco e difficile rispondendo alle 5 domande che ErosAntEros ha loro proposto. Si sono così alternate visioni e parole, spazi, linguaggi e corpi per disegnare insieme un orizzonte del teatro di domani, con un respiro ed una dimensione europea. Ne è nato il volume che esce in questi giorni, per la collana Visioni di Editoria & Spettacolo, curato da Agata Tomsic / ErosAntEros, che quegli interventi e quelle proposte raccoglie e propone in una successione agile ma anche ricca di profondità, che ci sentiamo di consigliare a chi ha a cuore il teatro, il ‘suo’ teatro. Chiude un “diario politico della quarantena”, paradossale postfazione di Marco De Marinis che, rifiutandosi di parlare direttamente di teatro, ci racconta, attraverso le sue lettere mai pubblicate ad un quotidiano, lo sfondo di tutte le nostre e sue preoccupazioni.

Quale teatro per il domani?
a cura di Agata Tomsic
Editoria & Spettacolo 2020
pagg. 270 € 16,00
Acquista il libro

Pubblicato il volume Quale teatro per il domani?

a cura di Agata Tomšič / ErosAntEros

Dal 24 febbraio 2020 tutte le attività di spettacolo dal vivo in Italia, sono state sospese per contenere la diffusione del Covid-19. Una data spartiacque che ha segnato fortemente il già martoriato e precario sistema teatrale italiano, colpendo in primis le sue realtà più fragili. Il convegno internazionale di POLIS Teatro Festival 2020, Quale teatro per il domani?, di cui questo volume è testimonianza, nasce durante quelle complesse settimane.
Attori, registi, drammaturghi, scenografici, musicisti, docenti universitari, critici, direttori artistici, organizzatori, hanno risposto durante il lockdown a cinque domande riguardanti lo spazio, le parole, le visioni, i linguaggi e i corpi del teatro di domani. Un totale di 57 contributi provenienti da 11 Paesi diversi, donati con generosità per provare a trasformare un momento di grande difficoltà in un’opportunità per ripensare lo stato dell’arte del teatro e offrire spunti per immaginare un dopo.

Contributi di Csaba Antal, Penny Arcade, Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla, Chris Baldwin, Anna Bandettini, Federico Bellini, Nicola Borghesi, Elena Bucci, Roberta Carreri, Luigi Ceccarelli, Ascanio Celestini, Claudio Cirri, Silvia Costa, Ian De Toffoli, Elena Di Gioia, Francesca D’Ippolito, Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, Federica Fracassi, Renzo Francabandera, Lucia Franchi e Luca Ricci, Martina Gamboz, Piergiorgio Giacché, Eugenio Giorgetta, Hervé Goffings, Raimondo Guarino, Gerardo Guccini, Florian Hirsch, Frank Hoffmann, Bojan Jablanovec, Borut Jerman, Chiara Lagani, Licia Lanera, Roberto Latini, Miloš Latinović, Vincent Jean Emile Longuemare, Marco Lorenzini, Maria Federica Maestri, Lorenzo Mango, Marco Martinelli, Lucia Medri, Silvia Mei, Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, Luca Micheletti, Ermanna Montanari, Anna Maria Monteverdi, Laura Palmieri, Silvia Pasello, Maria Dolores Pesce, Andrea Pocosgnich, Pascal Rambert, Amedeo Romeo, Daniela Sacco, Benedetta Saglietti, Attilio Scarpellini, Marco Sgrosso, Magda Siti e Stefano Vercelli, Julia Varley

postfazione di Marco De Marinis

copertina disegno di Gianluca Costantini

editore Editoria & Spettacolo, Spoleto (PG) collana “Visioni”

prezzo 16,00 € pagine 270 pp.

https://www.editoriaespettacolo.com/prodotto/quale-teatro-per-il-domani/

Bando nazionale L’Italia dei Visionari 2021

POLIS rinnova la collaborazione con il progetto L’Italia dei Visionari, ideato da Kilowatt Festival, e promosso congiuntamente da CapoTrave / Kilowatt (Sansepolcro AR), Festival Le Città Visibili (Rimini), TiPì Stagione di Teatro Partecipato (Area Nord Modena), Utovie Teatrali (Macerata), Associazione Sosta Palmizi (Cortona AR), MTM-Manifatture Teatrali Milanesi gestito da Fondazione Palazzo Litta per le Arti Onlus (Milano), Progetto Fertili Terreni Teatro (Torino), Cantieri Danza / festival Ammutinamenti e ErosAntEros / POLIS Teatro Festival (Ravenna), Spazio Off (Trento), Teatro TRAM (Napoli).

Ogni anno viene lanciato un bando destinato ai singoli artisti e alle compagnie emergenti e indipendenti che operano professionalmente nel teatro contemporaneo, nella danza e nella performing art:
BANDO artisti 2021.

In ognuna delle città coinvolte nel progetto viene formato un gruppo di spettatori attivi, cittadini appassionati di teatro e di danza, detti i Visionari, incaricati di visionare tutti i materiali pervenuti:
CALL VISIONARI Ravenna 2021.

CALL Visionari Ravenna 2021

Dopo il successo della prima edizione, il progetto Visionari di Ravenna si apre alla danza!
POLIS Teatro Festival e Ammutinamenti – Festival di danza urbana e d’autore decidono di instaurare una nuova collaborazione per permettere ai cittadini appassionati di teatro e danza di scegliere uno degli spettacoli che verranno programmati a POLIS a maggio 2021 e una delle creazioni che verranno ospitate ad Ammutinamenti a settembre 2021. Questo nuovo corso del progetto Visionari desidera unire gli spettatori di teatro e di danza, rendendoli protagonisti di un percorso partecipativo inedito sul territorio ravennate.

Che cos’è e come funziona L’Italia dei Visionari?
Ogni anno viene aperto un bando nazionale destinato ai singoli artisti e alle compagnie emergenti e indipendenti che operano professionalmente nel teatro contemporaneo, nella danza e nella performing art.
In ognuna delle città dei partner che aderiscono al progetto viene formato un gruppo di spettatori attivi, cittadini appassionati di teatro e di danza, i Visionari, incaricati di esaminare i video e le schede artistiche degli spettacoli pervenuti per scegliere quelli da inserire nella programmazione di ciascuno degli enti/ teatri/ festival coinvolti (ciascun gruppo in completa autonomia rispetto agli altri gruppi).

In che modo partecipano POLIS Teatro Festival e Ammutinamenti – Festival di danza urbana e d’autore?
Uno spettacolo di teatro da programmare all’interno di POLIS Teatro Festival 2021 e uno di danza da inserire nel programma di Ammutinamenti Festival 2021, saranno scelti dai Visionari di Ravenna, persone che vivono nella provincia di Ravenna appassionate dei linguaggi teatrali e della danza che pur non essendo operatori teatrali, potranno scegliere tra i tanti spettacoli candidati quelli che desiderano vedere nei teatri della propria città.

Chi sono i Visionari?
Visionari sono un gruppo di spettatori che si impegnano a vedere i lavori che le varie compagnie hanno inviato in risposta al bando della rete nazionale L’Italia dei Visionari.
Per entrare nel gruppo dei Visionari di Ravenna non sono necessarie particolari competenze, ma curiosità e passione nei confronti del teatro e della danza, nonché la disponibilità a riunirsi tra dicembre 2020 e marzo 2021 per 3-4 incontri collettivi attraverso i quali scegliere gli spettacoli che verranno inseriti nel programma di POLIS Teatro Festival a maggio 2021 e di Ammutinamenti – Festival di danza urbana e d’autore a settembre 2021.

Come si fa a diventare Visionari*? 
Per unirti al gruppo dei Visionari invia NOME, COGNOME, TELEFONO, INDIRIZZO E-MAIL a visionariravenna@gmail.com entro il 14 dicembre 2020.

Primo incontro operativo:
lunedì 21 dicembre 2020, dalle 18 alle 20
c/o Artificerie Almagià, 2 – Ravenna

Gli incontri successivi si svolgeranno con cadenza mensile e verranno resi noti il 21 dicembre.
L’organizzazione si riserva la possibilità di svolgere parte degli incontri in streaming in caso di necessità.

POLITAI VISIONARI a Kilowatt Festival

Sabato 25 luglio
10:30 – 16:30 (Auditorium Santa Chiara)
Visionari d’Italia, unitevi!
Kilowatt Festival di Sansepolcro
http://www.kilowattfestival.it/

Incontro pubblico che chiama a raccolta le voci e i pensieri di alcuni tra gli oltre 400 Visionari degli 11 gruppi disseminati in tutta Italia: una giornata dedicata allo scambio, alla conoscenza reciproca e allo sviluppo di nuove sfide dei processi partecipati.

Oltre a POLIS Teatro Festival i partner de L’Italia dei Visionari sono il capofila del progetto CapoTrave / Kilowatt nell’ambito del progetto europeo “Be SpectACTive!” (Sansepolcro AR) e il Festival Le Città Visibili (Rimini), Pilar Ternera/Nuovo Teatro delle Commedie (Livorno), TiPì Stagione di Teatro Partecipato (San Felice sul Panaro, MO), Utovie Teatrali (Macerata), Associazione Sosta Palmizi (Cortona AR), MTM-Manifatture Teatrali Milanesi gestito da Fondazione Palazzo Litta per le Arti Onlus (Milano), Progetto Fertili Terreni Teatro (Torino), Spazio Off (Trento), Teatro TRAM (Napoli).

Non potevamo mancare!

Il bambino con la bicicletta rossa a POLIS 2021 grazie ai POLITAI VISIONARI

Nell’ultima serata di POLIS 2020, domenica 24 maggio, subito dopo il convegno, è stato annunciato lo spettacolo scelto dai POLITAI VISIONARI, i cittadini che da novembre si sono riuniti periodicamente per prendere visione dei quasi 300 spettacoli arrivati tramite bando nazionale L’Italia di Visionari e decidere quello che avremmo dovuto programmare al festival quest’anno e che a causa della pandemia verrà programmato nella prossima edizione di POLIS a maggio 2021.

Lo spettacolo scelto dai POLITAI VISIONARI che verrà presentato a POLIS 2021 è Il bambino con la bicicletta rossa (voci da un rapimento) di Virus Teatrali.

testo – regia Giovanni Meola
con Antimo Casertano

Il Bambino con la Bicicletta Rossa nasce, a 50 anni esatti da allora, dall’intuizione di un giovane attore che affida alla penna di un drammaturgo la sua piccola ossessione, ricostruire cioè la vicenda, dimenticata e sepolta nonostante il clamore enorme dell’epoca, e raccontarne i retroscena e i perché della sua scomparsa dalla memoria pubblica odierna.
Quell’autore si è fatto a sua volta prendere da quella piccola ossessione, facendola propria, e ha immaginato delle ‘voci’, nove voci da un rapimento, per l’esattezza.
Quelle dei veri protagonisti di questa intricata vicenda.
Ma le ha immaginate trasfigurate, ognuna con una sua specifica caratteristica in sede di scrittura, ognuna coniugata in uno stile diverso (prosa, versi sciolti, rime, anafore, ecc.).
Nove voci affidate a volto, corpo e voce di quello stesso attore ancora oggi alle prese con quella ossessione che, in scena, anche attraverso un inesausto lavorio fisico, potrà finalmente domare per raccontare quella che forse fu proprio l’infanzia delle stragi, come scrisse qualcuno in quegli anni, Cassandra inascoltata o forse volutamente trascurata.
In fondo, l’Italia non continua ancora oggi ad essere il paese dei misteri irrisolti?


POLIS 2020 “Quale teatro per il domani?” diventa un libro

Si è conclusa con grande successo la terza edizione di POLIS Teatro Festival di Ravenna, trasformata dalla direzione artistica di Davide Sacco e Agata Tomsic di ErosAntEros, in un grande convegno internazionale sul teatro di domani, interamente online dal 20 al 24 maggio 2020 e tutt’ora disponibile sulla pagina Facebook ErosAntEros, il canale Youtube ErosAntEros, il sito di polisteatrofestival.org e sui canali di emiliaromagnacreativa.it.

Il convegno che ha visto di più di 60 interventi da parte dei più significativi artisti, studiosi, giornalisti e operatori del settore teatrale e della cultura, dall’online passa al cartaceo grazie alla pubblicazione in forma di libro di questa speciale edizione di POLIS, con Editoria & Spettacolo, una delle più importanti case editrici teatrali italiane.

Ecco un po’ di numeri a un mese dal lancio di POLIS 2020: 108.000 persone raggiunte, 12.000 visualizzazioni dei video (con 14.000 interazioni), 70 ospiti da 12 nazioni, 25 politai visionari, 16 spettatori ideali, 6 giornate, 5 domande, 1 sogno condiviso.

Il ricco programma di Quale teatro per il domani? ha suscitato interesse a livello locale, nazionale e internazionale. Oltre che sulla stampa locale, il festival ha ricevuto attenzione da RAI Radio3 e TV Koper-Capodistria. Un’esperienza assolutamente positiva che dà nuova linfa alla direzione artistica per tessere collaborazioni future e dare a POLIS un respiro sempre più internazionale, come lo è ormai da tempo il lavoro artistico della compagnia ErosAntEros.

POLIS 2020 a Voci fuori scena, RAI Radio 3 Suite, 20 maggio 2020

Davide Sacco / ErosAntEros ospite di “Voci fuori scena” di RAI Radio 3 Suite, per parlare dell’edizione speciale di POLIS Teatro Festival, che quest’anno si trasforma in Convegno internazionale sul teatro di domani.

L’intervista andrà in onda in diretta su RAI Radio 3 il 20 maggio, dopo la prima serata del Convegno, alle ore 20.10 circa.

Il podcast qui:
https://www.raiplayradio.it/audio/2020/05/PANORAMA-Musei-si-riapre-I–Polis-Teatro-Festival-I-A-casa-con-Silverstein
(intervento a partire dal minuto 18 cca)